martedì, marzo 04, 2008

Ritorno a Lucca (Cold Mountain ve lo tenete voi...)

Disclaimer: Le suddette opinioni sono da intendersi completamente personali ed espresse nella maniera piu' imparziale possibile, non sono state assolutamente concepite per ledere in alcun modo la credibilita' delle milongas citate e vi e' il pieno rispetto da parte dell'autore verso di esse e i loro organizzatori che se non ci fossero non balleremmo.

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Venerdi’ 22 Febbraio 2008

Finalmente questo inverno volge al termine.
Il freddo intenso, quello che mi faceva screpolare la pelle delle mani mentre andavo a scuola non esiste piu’ ormai da anni, allora era la norma andare a -15°, ora se arrivi a -5° e’ gia’ un evento, i negozi non ordinano piu’ nemmeno i cappotti, i clienti non li comprano piu’.
Certo, non fa piu’ freddo come una volta, ma il brullo e triste resta sempre, tanto da avere mandato in letargo anche il tango qui a Verona... e dintorni ampi.
Mesi di sempre le stesse cose, un disco rotto che continua a suonare lo stesso verso...

BASTA !!

Io in letargo non ci voglio andare, sono ancora giovane perdio!

Durante questi deliri semi-onirici quotidiani, mi reco in quel di Lucca per il fine settimana, il Venerdi’ sera propongo di andare alla Milonga Dorada, visto che mi era piaciuta assaje l’altra volta, e cosi’ vengo a scoprire che si e’ trasferita ancora, questa volta in una villa appena fuori dalle inespugnabili mura lucchesi.

Come al solito, quando ti descrivono le cose, non sono mai come quando le vedi...

La prima volta che ho visto Villa Rossi a Gattaiola (LU), mi ha tolto il fiato.
Una villa antica e prestigiosa su 3 piani, del XVI secolo, ci si arriva immersi nel sogno della campagna lucchese, circondati da alberi secolari e 4 km di parco, entrata importante, stanze enormi, pavimenti in marmo, quadri, tendaggi preziosi in broccato e velluto, candelabri e lampadari di cristallo..... Non come quelle dalle nostre parti che sono state tutte (o quasi) perfettamente restaurate per poi tenerle assolutamente chiuse se non per aprirle a qualche matrimonio o convegno di lusso.

Appena entrati ci accoglie l’inossidabile e sorridente Doris, improvvisamente penso :”azz... Tango Querido me l’ha fatta ancora! Non bastava lo splendido Caffe’ di Simo , o l’Accademia delle Arti Orafe, ora anche la Villa da film sulla vita di Mozart !! E che e’!!! Dicevano Benigni e Troisi in “Non ci resta che piangere” mentre scrivevano la lettera al Savonarola. Ora basta! Ma come fanno a trovare tutti questi posti belli cosi’ qua a Lucca?”

Torno alla realta’, la gente ballava tranquilla, Massimo “El Pajaro” delizia con tandas tranquille, di classe...

La casa e’ ovviamente abitata, sembra che i proprietari si siano assentati momentaneamente, tutto e’ cosi’ naturale...

Con la coda dell’occhio sbircio nella stanza accanto, dire che e’ una biblioteca e’ riduttivo...
e' uno scrigno di libri, i libri la abitano, ti accolgono e ti circondano, ti inseguono per le stanze e i saloni, e se non ti bastano i libri ci sono anche le pareti affrescate con le scene della Gerusalemme liberata del Tasso, bellissimi affreschi barocchi che sfondano le pareti e i soffitti con le loro architetture dipinte, i cieli nelle stanze, i paesaggi che mimano l'esterno: un trionfo del trompe l'oeil e del quadraturismo.

Oddio torniamo al tango va’...

Provo la pista (nel Salone dei Ritratti), buona, di fianco vi e’ un giardino d’inverno dove la gente va a fumare o appartarsi dal tango...E’ un ampio loggiato affrescato, le cui vetrate si affacciano sul parco. Diventerà probabilmente questa la sala per le milongas estive. Al piano superiore, invece, c’è un salone di 120 mq che verrà usato per le serate più importanti…

Il livello di tango non e’ assolutamente male, molto composto certo, e un po’ di brio non guasterebbe certo, tuttavia sorprende il fatto di quanto siano abbastanza disciplinati i ballerini in pista, gli scontri sono rari, e ovviamente inevitabili se la pista e’ affollata, segno comunque che qui gli insegnanti evidentemente predicano bene in merito a questo argomento.

Il tempo vola, e tra una chiacchera e l’altra mi metto d’accordo con Doris, saro’ musicalizador qui per una sera ! Fantastico !!!

La serata finisce, ci si saluta e torniamo a casa....


Venerdi’ 29 Febbraio 2008

Questa sera sono musicalizador a Villa Rossi per Tango Querido, il posto mi ispira un casino, creo le tande a mente tra una curva e l’altra del tratto Bologna – Firenze...

Arrivato a Villa Rossi, attacco il computer all’impianto e approfitto dell’occasione per conoscere la proprietaria della residenza, la nota scrittrice Francesca Duranti.

Le tandas cominciano a riecheggiare nella struttura, scivolano via, la tensione sale, la gente ipnotizzata balla, scanzonata chiede addirittura una chacarera, peraltro ballata pure bene !
Dice che il musicalizador soffre durante la serata perche’ non puo’ ballare, e se lo fa, non e’ tranquillo..
Per me non e’ cosi’, anzi e’ per me un onore avere la responsabilita’ di fare ballare le persone, ed un autentico piacere vederle muoversi con le mie selezioni musicali, prevalentemente Tango Compàs, per me e’ un po’ come dire:”hey, sentite come stanno bene insieme queste canzoni...”
Cio’ non toglie che privilegio una scaletta cronologica, un po’ come accompagnare il popolo tanguero nella grande storia del tango.

Osservo come sono organizzati quelli di Tango Querido, sono tutti solidali, ognuno fa qualcosa, chi taglia le fragole, chi sta alla cassa, chi sta al bar, insomma le solite cose da organizzazione tanguera, ma quanti giovani pero’ che girano anche qui nel tango !

Quello che dissi l’altra volta vale ancora, anzi, autocitandomi lo rafforzo:

“Per noi "metropolitani", che un po' di spocchia ce l'abbiamo sempre nei confronti delle citta' piccole, almeno per quanto riguarda il tango, venire a conoscenza di entita' quali Tango Querido di Lucca, non puo' che essere una piacevole sorpresa. Ci si aspetta una specie di dopolavoro ferroviario con forte accento toscano dove cercano di ballare il tango, e invece... E invece ti trovi di fronte un'associazione fantastica, come dovrebbe essere un gruppo che si ritiene tale.”

Bravi.
ORGANIZZAZIONE/ASSOCIAZIONE: 10 e lode
ACCOGLIENZA: 10
PISTA: 9
ATMOSFERA: 10
POSTAZIONE DRINK: 8
MUSICA DEL MUSICALIZADOR RESIDENTE “EL PAJARO”: 8
LIVELLO DI BALLO: 8

VOTO GLOBALE: 9 - PER COLORO CHE AMANO VERAMENTE IL TANGO, e' una milonga assolutamente da visitare e frequentare, per l’importanza e bellezza della struttura, per l’atmosfera tanguera, per conoscere la mitica Doris, autentico personaggio del tango, per fare qualche tango come si deve, per visitare la splendida e incredibile Lucca, e magari farsi anche qualche magnata come si deve.

Link di riferimento: http://www.tangoquerido.it

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lunedì, settembre 10, 2007

Le scarpe a Parigi? Un giallo...

In effetti è già passato un bel po' di tempo dall'ultimo post, e dobbiamo ancora raccontarvi dei nostri 21 giorni di vita parigina .... Avete ragione a lamentarvi (per telefono, in milonga, via email...), ma ora proviamo a recuperare e nei prossimi giorni avrete qualche suggestione della nostra vacanza...

Innanzitutto, come si riconoscono gli italiani a Parigi?

Gli italiani sono gli unici turisti che danno le briciole di pane solo ai passerotti, mentre imprecano e scacciano i piccioni affamati che si avvicinano ciondolando. Siamo i primi a fare discriminazioni...ma chi l'ha detto che gli uccelli più grandi portano più malattie di quelli più piccoli?
Invece tutti gli altri turisti si fanno letteralmente ricoprire dai piccioni, li prendono in mano, li coccolano, li nutrono....

Dunque, per il nostro diario di bordo, partiamo dalle scarpe di tango... Visto che notoriamente Parigi è la capitale europea della moda e del tango, inizialmente avevamo pensato che potesse anche essere il posto con la maggior scelta di scarpe pro-tanguero...

Invece abbiamo sfatato un mito. A Parigi abbiamo trovato solo tre posti dove vendono scarpe da tango, una è la boutique dell’associazione La casa del tango, che però non abbiamo visto, e due negozi specializzati in scarpe da ballo. Uno si chiama Lysandre, si trova nella zona ovest di Parigi, nel cuore delle banlieues, e ci ha deluso moltissimo. E’ gestito da una vecchietta che lo tiene aperto 3 ore al giorno, è molto piccolo e vi aleggia un odore di naftalina e muffa. Le scarpe sono davvero brutte, tozze, un po’ pacchiane, adatte semmai alle balere...Non se ne salva una!

Il negozio Duostyle, invece, è molto più rifornito, ma anche da qui ne siamo usciti delusi… Hanno sicuramente alcune belle scarpe da tango (Darcos, NeoTango, e un altro simile allo stile di Paoul), ma i prezzi sono un po' alti e non c’è molta varietà.

Le scarpe da donna partono da 165 euro in su (fino a 300 euro), le scarpe da uomo da 102 euro…

Insomma ci sembra che manchi il business delle scarpe da tango a Parigi, visto che i due negozi sono specializzati soprattutto in balli da sala.

Oppure i tangueri parigini hanno altri canali per rifornirsi che noi non conosciamo...

Attendiamo indizi...

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mercoledì, giugno 27, 2007

SULLA VIA DI PRAGA

by GianMaria

Sulla via di Praga mi chiedevo cosa ci andavo a fare: a visitare Praga o al Tango festival?

Ad andare al tango, mi sentivo un po’ sciocco, una specie di sprecone; andare fino a Praga per un festival di tango quando non sono neanche andato al festival di Mantova che è a meno di trenta chilometri da casa mia.

Non che le due cose fossero necessariamente in conflitto ma sentivo, in qualche modo, la necessità di una giustificazione con me stesso: ora credo di aver capito qualcosa di importante, qualcosa che a Catania non avevo colto; forse perché là avevamo fatto troppo gruppo tra di noi; o forse perché allora non eravamo ancora un gruppo e dovevamo diventarlo; ed allora abbiamo dedicato le nostre energie emotive, affettive a noi stessi; abbiamo indirizzato le nostre energie emotive internamente e niente fuori.

A Praga no, eravano tre affiatati clandestini che si sentono parte di qualcosa senza bisogno di dirselo e senza che ciò sia di limite alla propria singola individualità, alle proprie singole curiosità.

Eravamo come un atomo di una materia molto stabile i cui neutroni sono liberi di girare ma non perderanno mai il loro centro; il nostro centro clandestino.

Sarà stato il centro clandestino, sarà stata l’internazionalità dell’ambiente, sarà stato il fatto che i vari gruppi che erano arrivati lì assieme erano, tutto sommato abbastanza permeabili, sarà stato il caso; fatto stà che abbiamo cuccato; tre eravamo e tre abbiamo cuccato anche se ciascuno, naturalmente, a modo suo.

Barbara è stata tampinata per due sere da Carlo, tanguero milanese che ballava pure benino ed aveva la statura fisica giusta per la nostra signora. Cosa non andava? Meglio chiederlo a lei, ma da qualche mugugno mi par di aver capito che Carlo non avesse una conversazione sufficientemente brillante, mancava della statura morale e quindi, posso certificare, non ha concretizzato niente, ma proprio niente, neanche un numero di telefono, un e-mail address, niente.

Io ho imbarcato Patrizia, tanguera di friulana che balla molto bene e soprattutto con estrema eleganza; attualmente vive in Slovenia dove insegna Letterature romanze all'Università di Lubiana. Per certi versi è stato un vero colpo di fulmine poiché abbiamo la stessa laurea anche se presa in università diverse; abbiamo in comune qualche anno passato a fare la fame con borse di studio e pezzentate simili in giro per università europee; poi io, alla vista del primo stipendio vero (lire 800.000 contro le 450.000 mensili di quelli scialoni dell'Università di Helsinki), ho mollato tutto; lei, invece, ha insistito e si è specializzata in filosofia su Martin Heidegger; poi è passata a Letteratura ed adesso ha la cattedra di Romanza a Lubiana; insomma, ci siamo detti, lei ha fatto la stessa vita che avrei fatto io se avessi avuto molto più coraggio ed abnegazione.

Per certi versi è stato un vero colpo di fulmine perché quando io ho replicato:

- Anch'io! -

che lei mi avesse detto:

- Gian Maria, ti amo!-

invece di:

- Sono laureata in Sociologia.-

non faceva proprio nessuna differenza: il pathos era quello.

La marea di emozioni che ci ha travolto è stata tale che non siamo più riusciti a ballare e ci siamo ritirati in un angolino, sullo scalone del parco, a raccontarci i nostri turbamenti attuali: lei a sospirare sui sonetti del Rinascimento italiano ed io a crucciarmi su come riscrivere Gadda dopo la globalizzazione linguistica.

A modo nostro abbiamo concretizzato: ci siamo scambiati gli indirizzi e-mails, ci siamo promessi qualche nostro scritto e ci siamo dati appuntamento ai festivals di Varsavia (forse) e Belgrado (sicuramente) che, secondo lei, è un imperdibile.

E veniamo a Luca: la prima sera si è dedicato ad una Tedesca di Dresda ma il destino ci ha messo lo zampino e così lei doveva rientrare e non sarebbe ritornata le sere successive; così la seconda sera, dopo averne testate (cabezeade) diverse, ha optato per Olga, Ucraina di Dnepopetrovsk (translitterazione mia personale del balbettio di Luca); anche per lui è stato un colpo di fulmine poiché, da quelli parti lì, a Dnepopetrovsk, c'è stata una qualche battaglia della seconda guerra mondiale che lui, Luca, ha passato giorni e giorni, mesi, anni a simulare sul suo computer; tant'è che era commosso poiché Dnepopetrovsk è il posto che conosce meglio al mondo dopo l'incrocio di Baretta a Colognola ai Colli.

Io non so dirvi molto su questa Olga poiché non sono neanche riuscito ad avvicinarmi: a parte qualche ballo con i suoi amici, Olga era sempre avviluppata a Luca che la tampinava con una costanza che nessuno, né io né voi, avrebbe mai immaginato sulla base del Luca solito; ma così va il mondo e vai a capire la chimica dei sentimenti che può scatenare la battaglia di Dnepopetrovsk?!

L'unica cosa che ricordo di Olga è una rosa di stoffa rossa al polso sinistro che, mentre ballavano, si immergeva nel ciuffone scomposto ed irrequieto di Luca, tant'è che sembrava essere lui con una rosa tra i capelli.

Ha concretizzato?

Io ho registrato quello che con termine tecnico si chiama limonada ed un borbottamento, la mattina dopo, sul fatto che i parchi Praga sono labirintici e ci si perde facilmente. Di più non so dire se non che il suo tono di voce si è abbassato ulteriormente ed anche la sua grammatica è peggiorata, tanto che non si capisce proprio più un cazzo di quello che dice; come uno che non parli più agli altri ma solo a sé stesso o al fastasma di Olga. Sembra che intendano rivedersi a Varsavia anche perché, mi pare di ricordare, anche lì ci dev'essere stata una qualche battaglia di quelle di giochi per PC.

Comunque, anche questa sua attitudine al simulare non è sempre e solo negativa: aspettando Varsavia, saprà come simulare Olga!

C’è una morale in tutto questo?


By GianMaria

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mercoledì, giugno 13, 2007

Tango e onore

A prescindere dalle proprie simpatie personali, CLANDESTINO TANGO CLUB si dichiara solidale verso il Gruppo Nuevo Tango per quanto riguarda i fatti relativi all'apertura della milonga di Bardolino sul Lago di Garda da parte dell'Associazione Milonga Celeste, per i seguenti motivi:
  1. Pubblicizzare sul sito FAITANGO.IT con il termine "riapertura" un'iniziativa (tra l'altro nello stesso identico posto) che e' storicamente sempre stata organizzata e gestita da un'altra ben nota associazione tanguera presente sullo stesso territorio, non ci e' piaciuto proprio: http://www.faitango.it/tangoitalia/tangoitaliadettagli.asp?idtangoitalia=19061

  2. A quanto si evince dal pubblico annuncio presente sul sito FAITANGO.IT e scritto dal Gruppo Nuevo Tango, pare non sia stato nemmeno chiesto il permesso di farlo:
    http://www.faitango.it/tangoitalia/tangoitaliadettagli.asp?idtangoitalia=19463

  3. Citando appunto un estratto presente nella suddetta dichiarazione :"Non è un marchio registrato ma se una persona ha bisogno di usare il nome di un'altra milonga che funziona da anni ..."
    effettivamente fa meditare...
Inoltre, in coincidenza con la pubblicazione del suddetto annuncio, la "Milonga del Lago" del 13/06/2007 e' stata rinviata per "problemi di sala".

Suggerimenti, chiarimenti e eventuali richieste di correzioni e precisazioni saranno ben accette.

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martedì, aprile 10, 2007

Ai tangueri viaggiatori....

"La tua ombra cambia forma in viaggio,
si ingobbisce su una duna, si spezzetta nel sole dietro una grata, si frantuma sui sassi,
vibra dal finestrino di un treno, si irrigidisce, lunga, nel tedio di una pianura coperta di brina. Danza su un telo mosso dal vento, si impenna contro una roccia, dando, talvolta, al tuo profilo angoli bizzarri. Vedendo la tua ombra cambiare, ti accorgi che muovendoti non rimani mai uguale".

[Marco Aime, Sensi di viaggio]

Ai viaggi che per esistere hanno bisogno di assorbire linfa attraverso i sensi, toccare, sentire, annusare, assaggiare...

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lunedì, febbraio 19, 2007

Dossier milonga: C.S.I.

Disclaimer: Le suddette opinioni sono da intendersi completamente personali ed espresse nella maniera piu' imparziale possibile, non sono state assolutamente concepite per ledere in alcun modo la credibilita' della suddetta attivita' e vi e' il pieno rispetto da parte dell'autore verso di essa e i loro organizzatori.

Organizzazione: Associazione Tempo di Tango (gruppo di tangueri e tanguere storici veronesi e non, molto attiva sul territorio)

Ubicazione: Verona

Serata: Sabato alternato (salvo occasioni speciali)

Come ci si arriva:
dall'autostrada (Serenissima): uscire al casello di Verona sud e tenere la destra senza imboccare il sottopasso e girate subito a destra in via F. Gioia, dopo 200 metri, nel cancello del n° 3, siete arrivati.
Da Verona citta': Prendere viale del Lavoro e una volta arrivati al semaforo di Bauli girare a sinistra e proseguire fino al secondo semaforo, dove si incrocia via F. Gioia, girare a destra e subito a sinistra, nel cancello del n° 3, siete arrivati.

Un'occhiata dall'esterno:
In posizione strategica (vicina al casello autostradale di Verona Sud), non e' certamente cosi' facile da trovare per chi viene la prima volta e soprattutto per chi abita fuori Verona. In pratica e' una sala all'interno di un noto complesso sportivo (Centro Sportivo Italiano) , buio, non ci sono indicazioni sulla strada principale, ma il parcheggio (interno) non e' assolutamente un problema anche nelle serata piu' "calde". Una volta sistemato il mezzo, e' possibile fare una sosta preliminare in un bar posizionato a fianco della sala sempre all'interno del complesso.

Un'occhiata dall'interno:
Nel suo piccolo la milonga e' discretamente organizzata, vi si accede tramite una porticina, sbarramento immediato, ingresso 6 € con tessera CSI obbligatoria (6 € una tantum), subito dopo c'e' uno spazio (angusto e buio) per cambio scarpe e appendini per soprabito, da qui si puo' godere di una vista decisamente suggestiva della milonga e dei ballerini.
In pratica e' un quadrato con il lato contrario all'entrata dove risiede l'area del musicalizador (forse troppo estesa, comunque non sfruttata a dovere secondo me) ed il banco bar (che chiude troppo presto), appuntamento immancabile quando vi e' di turno Tiziano grazie alla sua simpatia.
Per il resto, tipica milonga, sedie intorno, luci soffuse (che diventano da stadio quando alla fine della serata vengono repentinamente accese a massima potenza distruggendo le retine degli ultimi superstiti...), dominante rossa, atmosfera molto buona, calda... fin troppo calda, come in quasi tutte le milonghe, nonostante sia una sala completamente priva di isolamenti vari, anche in pieno inverno la temperatura si alza notevolmente, e si comincia a sudare molto gia' dopo qualche tanda, purtroppo non e' facile trovare un equilibrio senza avere un sistema di condizionamento degno di tale nome, ed il vecchio rimedio di aprire le finestre alla fine porta ad avere diaboliche correnti di aria freddissima che si aggirano all'interno della sala e che si abbattono random sui torsi sudati delle tanguere... A mio giudizio dei ventilatori sul soffitto non starebbero male...

Come si balla:
"Ahi ahi ahi" direbbe il Sassaroli in Amici Miei... Solita nota dolente relativa al 90% delle milonghe fuori da Buenos Aires, purtroppo anche il C.S.I. non ne e' esente, il livello di ballerini/e non e' di certo altissimo e anche qui si potrebbe girare il documentario "la ronda questa sconosciuta", ognuno va dove gli pare, e gli scontri sono la norma...
Ormai si potrebbe fare un trattato su questo problema comune a tutte le milonghe, sinceramente credo che i maestri di tango in generale tralascino ampiamente di insegnare questo aspetto importantissimo dello "stare in pista"...
Dopo vi sono altri problemi correlati, quali lo spazio disponibile, oppure il fatto che le milonghe cittadine, facilmente raggiungibili, catalizzino piu' principianti del solito (che comunque hanno il diritto sacrosanto a fare pratica), e non ultimi coloro che intendono il tango come fare un passo ogni 15 secondi, aggiungiamo poi quelli che ballano tango contemporaneo con passi da palcoscenico anche quando la pista e' molto affollata ed ecco il quadro completo.
Per concludere quindi, il C.S.I. non e' esente da questo problema, ma non e' l'unica milonga a soffrirne.

Qualita' della musica:
Grazie alla fantastica e originalissima politica del cambiare musicalizador ogni sabato, bene o male le serate hanno sempre un sabor diverso, con ovvia conseguenza che sara' sempre impossibile avere un quorum di consensi e critiche, personalmente posso dire che comunque i musicalizador invitati sono sempre i piu' conosciuti e apprezzati su piazza (Felix Picherna, Antonio, SuperSabino, Silvio etc. etc.) e il livello della musica e' generalmente buono.

In conclusione:
Alla fine il mio personale voto complessivo alla milonga e': 7,5

Il C.S.I. e' una milonga da conoscere e frequentare.

' Max Marino '

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sabato, gennaio 06, 2007

...corpetto morsetto




... per il bene delle Clandestine, ho deciso di testare capi di vestiario e di recensirli sul blog, così sapranno a cosa andranno incontro....


Insomma l'altra sera ho provato a ballare con un corsetto steccato, apparentemente innocuo, nero, casto, liscio, coprente. Ma l’infingardo nascondeva bene le sue armi…


Punti a favore:

- garantisce visibilità alle tanguere sedute, dato che è impossibile non avere una schiena bella dritta ed elegante, mentre la pelle del viso diventa sempre più cianotica per la mancanza d’ossigeno

- a chi ha problemi di schiena (come la sottoscritta) la posizione ottimale è restare con le gambe dritte, appoggiata appena alla sedia con l’unica parte posteriore sporgente, in modo da lasciare più spazio per allungare collo e nervo sciatico…. Insomma, consiglio di prendere lezioni di “yoga baccalà” (STOCKFISH YOGA)

- mentre si balla, il corpetto morsetto permette di mantenere un asse perfetto. Qualunque tentativo di rilassamento dei panzerotti viene prontamente trattenuto dalle stecche interne (bastarde infingarde)


Punti a sfavore:

- se provi a sederti senza prendere uno degli accorgimenti suddetti, le stecche del busto si flettono esternamente (effetto cotechino scotto), o internamente (effetto salsicciotto infilzato)

- se provi a spingere in su le stecche, puntualmente ti si infilzano sotto le ascelle, con l’effetto pipistrello crocifisso… fate voi…

- il compagno di ballo si lamenta del contatto ravvicinato con le stecche… insomma meglio toccare la morbidezza che non il manzo in scatola...




ps: immagine tratta da un sito russo di tango argentino (credo... non parlo ancora cirillico)

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TANGUERAS Y TANGUEROS

maxtango
Verona, VR, Italy

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THANKS TO:
MY ULTRALOVE ELENA
(the best dancer in town)
per avere svegliato, svezzato, istruito e sopportato il tanguero...
che gia' era in me.