martedì, marzo 04, 2008

Ritorno a Lucca (Cold Mountain ve lo tenete voi...)

Disclaimer: Le suddette opinioni sono da intendersi completamente personali ed espresse nella maniera piu' imparziale possibile, non sono state assolutamente concepite per ledere in alcun modo la credibilita' delle milongas citate e vi e' il pieno rispetto da parte dell'autore verso di esse e i loro organizzatori che se non ci fossero non balleremmo.

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Venerdi’ 22 Febbraio 2008

Finalmente questo inverno volge al termine.
Il freddo intenso, quello che mi faceva screpolare la pelle delle mani mentre andavo a scuola non esiste piu’ ormai da anni, allora era la norma andare a -15°, ora se arrivi a -5° e’ gia’ un evento, i negozi non ordinano piu’ nemmeno i cappotti, i clienti non li comprano piu’.
Certo, non fa piu’ freddo come una volta, ma il brullo e triste resta sempre, tanto da avere mandato in letargo anche il tango qui a Verona... e dintorni ampi.
Mesi di sempre le stesse cose, un disco rotto che continua a suonare lo stesso verso...

BASTA !!

Io in letargo non ci voglio andare, sono ancora giovane perdio!

Durante questi deliri semi-onirici quotidiani, mi reco in quel di Lucca per il fine settimana, il Venerdi’ sera propongo di andare alla Milonga Dorada, visto che mi era piaciuta assaje l’altra volta, e cosi’ vengo a scoprire che si e’ trasferita ancora, questa volta in una villa appena fuori dalle inespugnabili mura lucchesi.

Come al solito, quando ti descrivono le cose, non sono mai come quando le vedi...

La prima volta che ho visto Villa Rossi a Gattaiola (LU), mi ha tolto il fiato.
Una villa antica e prestigiosa su 3 piani, del XVI secolo, ci si arriva immersi nel sogno della campagna lucchese, circondati da alberi secolari e 4 km di parco, entrata importante, stanze enormi, pavimenti in marmo, quadri, tendaggi preziosi in broccato e velluto, candelabri e lampadari di cristallo..... Non come quelle dalle nostre parti che sono state tutte (o quasi) perfettamente restaurate per poi tenerle assolutamente chiuse se non per aprirle a qualche matrimonio o convegno di lusso.

Appena entrati ci accoglie l’inossidabile e sorridente Doris, improvvisamente penso :”azz... Tango Querido me l’ha fatta ancora! Non bastava lo splendido Caffe’ di Simo , o l’Accademia delle Arti Orafe, ora anche la Villa da film sulla vita di Mozart !! E che e’!!! Dicevano Benigni e Troisi in “Non ci resta che piangere” mentre scrivevano la lettera al Savonarola. Ora basta! Ma come fanno a trovare tutti questi posti belli cosi’ qua a Lucca?”

Torno alla realta’, la gente ballava tranquilla, Massimo “El Pajaro” delizia con tandas tranquille, di classe...

La casa e’ ovviamente abitata, sembra che i proprietari si siano assentati momentaneamente, tutto e’ cosi’ naturale...

Con la coda dell’occhio sbircio nella stanza accanto, dire che e’ una biblioteca e’ riduttivo...
e' uno scrigno di libri, i libri la abitano, ti accolgono e ti circondano, ti inseguono per le stanze e i saloni, e se non ti bastano i libri ci sono anche le pareti affrescate con le scene della Gerusalemme liberata del Tasso, bellissimi affreschi barocchi che sfondano le pareti e i soffitti con le loro architetture dipinte, i cieli nelle stanze, i paesaggi che mimano l'esterno: un trionfo del trompe l'oeil e del quadraturismo.

Oddio torniamo al tango va’...

Provo la pista (nel Salone dei Ritratti), buona, di fianco vi e’ un giardino d’inverno dove la gente va a fumare o appartarsi dal tango...E’ un ampio loggiato affrescato, le cui vetrate si affacciano sul parco. Diventerà probabilmente questa la sala per le milongas estive. Al piano superiore, invece, c’è un salone di 120 mq che verrà usato per le serate più importanti…

Il livello di tango non e’ assolutamente male, molto composto certo, e un po’ di brio non guasterebbe certo, tuttavia sorprende il fatto di quanto siano abbastanza disciplinati i ballerini in pista, gli scontri sono rari, e ovviamente inevitabili se la pista e’ affollata, segno comunque che qui gli insegnanti evidentemente predicano bene in merito a questo argomento.

Il tempo vola, e tra una chiacchera e l’altra mi metto d’accordo con Doris, saro’ musicalizador qui per una sera ! Fantastico !!!

La serata finisce, ci si saluta e torniamo a casa....


Venerdi’ 29 Febbraio 2008

Questa sera sono musicalizador a Villa Rossi per Tango Querido, il posto mi ispira un casino, creo le tande a mente tra una curva e l’altra del tratto Bologna – Firenze...

Arrivato a Villa Rossi, attacco il computer all’impianto e approfitto dell’occasione per conoscere la proprietaria della residenza, la nota scrittrice Francesca Duranti.

Le tandas cominciano a riecheggiare nella struttura, scivolano via, la tensione sale, la gente ipnotizzata balla, scanzonata chiede addirittura una chacarera, peraltro ballata pure bene !
Dice che il musicalizador soffre durante la serata perche’ non puo’ ballare, e se lo fa, non e’ tranquillo..
Per me non e’ cosi’, anzi e’ per me un onore avere la responsabilita’ di fare ballare le persone, ed un autentico piacere vederle muoversi con le mie selezioni musicali, prevalentemente Tango Compàs, per me e’ un po’ come dire:”hey, sentite come stanno bene insieme queste canzoni...”
Cio’ non toglie che privilegio una scaletta cronologica, un po’ come accompagnare il popolo tanguero nella grande storia del tango.

Osservo come sono organizzati quelli di Tango Querido, sono tutti solidali, ognuno fa qualcosa, chi taglia le fragole, chi sta alla cassa, chi sta al bar, insomma le solite cose da organizzazione tanguera, ma quanti giovani pero’ che girano anche qui nel tango !

Quello che dissi l’altra volta vale ancora, anzi, autocitandomi lo rafforzo:

“Per noi "metropolitani", che un po' di spocchia ce l'abbiamo sempre nei confronti delle citta' piccole, almeno per quanto riguarda il tango, venire a conoscenza di entita' quali Tango Querido di Lucca, non puo' che essere una piacevole sorpresa. Ci si aspetta una specie di dopolavoro ferroviario con forte accento toscano dove cercano di ballare il tango, e invece... E invece ti trovi di fronte un'associazione fantastica, come dovrebbe essere un gruppo che si ritiene tale.”

Bravi.
ORGANIZZAZIONE/ASSOCIAZIONE: 10 e lode
ACCOGLIENZA: 10
PISTA: 9
ATMOSFERA: 10
POSTAZIONE DRINK: 8
MUSICA DEL MUSICALIZADOR RESIDENTE “EL PAJARO”: 8
LIVELLO DI BALLO: 8

VOTO GLOBALE: 9 - PER COLORO CHE AMANO VERAMENTE IL TANGO, e' una milonga assolutamente da visitare e frequentare, per l’importanza e bellezza della struttura, per l’atmosfera tanguera, per conoscere la mitica Doris, autentico personaggio del tango, per fare qualche tango come si deve, per visitare la splendida e incredibile Lucca, e magari farsi anche qualche magnata come si deve.

Link di riferimento: http://www.tangoquerido.it

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lunedì, ottobre 08, 2007

Dossier Milonga: Milonga Dorada

Disclaimer: Le suddette opinioni sono da intendersi completamente personali ed espresse nella maniera piu' imparziale possibile, non sono state assolutamente concepite per ledere in alcun modo la credibilita' della suddetta attivita' e vi e' il pieno rispetto da parte dell'autore verso di essa e i loro organizzatori.

PROLOGO:
Decido di trascorrere il weekend a Lucca.
Allontanandomi dalla stazione di Verona, non posso fare a meno di notare l'enorme (troppa) proposta di milongas in contemporanea che inaugurano l'inizio stagione e riflettere...
Mi chiedo se non sarebbe meglio mettere da parte l'orgoglio, e unirsi per fare delle cose insieme piuttosto che proporre una miriade di situazioni nel raggio di 70km (peraltro tutte di ottima qualita') e disorientare quindi i tangueri che non sanno quale sia la soluzione migliore?
Per chi cerca veramente un tocco in piu', per chi il musicalizador e' importante tanto quanto ballare, come puo' scegliere nella serata di sabato 6 Ottobre tra:
  • C.S.I. (VR) in console Vassily
  • Jazz on Live (BS) in console uno dei migliori musicalizador del mondo: Damian Boggio
  • Milonga post-stage a Pomponesco (MN) in console il leggendario Felix Picherna
  • Arci TOM (MN) in console Nico
Difficile eh?
Capisco che ognuno vuole la sua serata, ma allora mettetevi d'accordo e fatele in serate diverse !

Comunque io personalmente avrei scelto Brescia... hihihi :)

Ad ogni modo, me ne vado in quel di Lucca, da mia morosa.

MI BUENOS AIRES QUERIDO...
Per noi "metropolitani", che un po' di spocchia ce l'abbiamo sempre nei confronti delle citta' piccole, almeno per quanto riguarda il tango, venire a conoscenza di entita' quali Tango Querido di Lucca, non puo' che essere una piacevole sorpresa.
Ci si aspetta una specie di dopolavoro ferroviario con forte accento toscano dove cercano di ballare il tango, e invece...

E invece ti trovi di fronte un'associazione fantastica, come dovrebbe essere un gruppo che si ritiene tale.

Sicuramente godono del fatto non vi e' una concorrenza agguerrita vera e propria come avviene in altre citta' con piu' associazioni presenti, e dove alla fine ogni entita' tende a cercare di scavalcare con qualunque mezzo (persino organizzando serate in contemporanea) o essere meglio di un'altra, per poi alla fine ottenere come risultato la dispersione del popolo tanguero.
A Lucca che io sappia ci sono solo 2 associazioni di tango.

MILONGA DORADA:
Tornando ai lucchesi, quatti quatti (ma non troppo) organizzano con costanza e precisione svizzera (incredibile per i toscani, dove la puntualita' e' un'opinione), milonghe in ambienti suggestivi, stage con maestri di prim'ordine, crociere tanguere, esibizioni, e ogni volta che ci incontriamo, mi propongono sempre almeno 4 o 5 eventi nuovi; sono in costante fermento, e puntano sempre alla qualita'.
Se l'anno tanguero scorso, la loro milonga ufficiale si svolgeva presso il mitico Caffe da Simo (vedi articolo precedente su questo blog), dove si respirava quasi l'aria di Buenos Aires del 1930, ora si sono trasferiti in uno splendido palazzo dove ha sede l'accademia nazionale delle arti orafe (si balla letteralmente in mezzo ai gioielli), e per raggiungerlo bisogna fare un'incredibile passeggiata notturna tra gli autentici vicoli medioevali della fortificata Lucca, dire suggestivo e' dire poco, sembra il centro storico di Verona.

ACCOGLIENZA:
Ci accoglie la fantastica Doris, che gia' conoscevamo, un'affascinante signora genuina toscana sempre sorridente, elegante e appassionatissima di tango, nonche' profonda intenditrice, sempre indaffarata nel cercare di promuovere il piu' possibile il tango, non per niente il nome completo dell'associazione e' :"Tango Querido - Associazione lucchese per la divulgazione del Tango Argentino", nell'aria si percepisce chiaramente la passione e l'interesse per il tango.

TECHNICAL:
Ingresso € 8 con tessera gratuita e senza consumazione, sala da ballo dal soffitto altissimo e di eta' indefinibile, sembra primi del '900, la pista e' molto bella, quadrata, senza fughe rilevanti, in mattonelle ruvide rosse e' decisamente abrasivo, ma tra i pavimenti che girano di solito nelle milonghe, e' forse uno dei migliori che ho trovato, tuttavia, il solito accorgimento del borotalco sistema il problema.
La pista in se' e' forse un po' buia, e ci vorrebbe qualcosa per dare un po' di calore, magari qualche telo colorato, una o due luci soffuse per creare piu' intimita', ma cio' non toglie che l'ambiente e' semplicemente stupendo, fa atmosfera da se', con ampi spazi, e con uno spazio espositivo dedicato ai gioielli (illuminati benissimo) decisamente suggestivo.

MUSICA:
La musica del musicalizador Massimo alias "el Pajaro" non mi ha trovato sempre d'accordo, nonostante in altre serate lo abbia sentito comporre sfilze di tandas formidabili, qui ha proposto un tango strettamente guardia vieja, neanche un Pugliese e 1 (di numero) solo tango nuevo dei Narcotango, tuttavia questo denota una scelta volontaria, con criterio, insomma, chi sta in console giustamente decide !!! Ottime cortinas comunque.

TANGUERAS Y TANGUEROS:
Cancellato il preconcetto del dopolavoro ferroviario citato precedentemente, molti giovani devo dire, ambiente un po' trendy, vestiti di marca, girano scarpe da tango bellissime, modelli che non ho visto da noi, nonostante mi dicano che vengono a prenderle anche loro a Pegognaga, e giustamente domina il sandalo, come a Buenos Aires e come dovrebbe sempre essere.
Tangueras molto belle e curate, tipiche toscane spavalde, il livello di ballo era decisamente buono, poca anarchia e bene o male quasi tutti rispettano il giro pista, ovviamente regna il tango apilado, tuttavia quando ballo con qualche ballerina (ho l'onore tra l'altro di essere invitato dalla mitica Doris), noto che si adattano senza problemi al mio abrazo semi-aperto e alle figure.

Verso mezzanotte la musica e' stata interrotta per offrire una torta (assolutamente DIVINA e abbondante) e spumante a tutti gli ospiti presenti con atmosfera decisamente conviviale e scherzosa.

La serata e' quindi scivolata via in maniera piacevole, e con Elena siamo rimasti a ballare sino all'ultimo tango, sicuri che ritorneremo presto nella fantastica "Milonga Dorada".

ORGANIZZAZIONE/ASSOCIAZIONE: 10
ACCOGLIENZA: 10

PISTA: 8

ATMOSFERA: 8

POSTAZIONE DRINK: 6

MUSICA: 7

LIVELLO DI BALLO: 8


VOTO GLOBALE: 8 - PER COLORO CHE AMANO VERAMENTE IL TANGO
, e' una milonga assolutamente da visitare e frequentare, e soprattutto per trarre spunto su come si dovrebbe muovere un'associazione che vuole divulgare il tango argentino. Parere personale.

Link di riferimento: http://www.tangoquerido.it

Come arrivare dal casello di Lucca Est:


Visualizzazione ingrandita della mappa

Viva el tango.

Max M.


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lunedì, settembre 10, 2007

Le scarpe a Parigi? Un giallo...

In effetti è già passato un bel po' di tempo dall'ultimo post, e dobbiamo ancora raccontarvi dei nostri 21 giorni di vita parigina .... Avete ragione a lamentarvi (per telefono, in milonga, via email...), ma ora proviamo a recuperare e nei prossimi giorni avrete qualche suggestione della nostra vacanza...

Innanzitutto, come si riconoscono gli italiani a Parigi?

Gli italiani sono gli unici turisti che danno le briciole di pane solo ai passerotti, mentre imprecano e scacciano i piccioni affamati che si avvicinano ciondolando. Siamo i primi a fare discriminazioni...ma chi l'ha detto che gli uccelli più grandi portano più malattie di quelli più piccoli?
Invece tutti gli altri turisti si fanno letteralmente ricoprire dai piccioni, li prendono in mano, li coccolano, li nutrono....

Dunque, per il nostro diario di bordo, partiamo dalle scarpe di tango... Visto che notoriamente Parigi è la capitale europea della moda e del tango, inizialmente avevamo pensato che potesse anche essere il posto con la maggior scelta di scarpe pro-tanguero...

Invece abbiamo sfatato un mito. A Parigi abbiamo trovato solo tre posti dove vendono scarpe da tango, una è la boutique dell’associazione La casa del tango, che però non abbiamo visto, e due negozi specializzati in scarpe da ballo. Uno si chiama Lysandre, si trova nella zona ovest di Parigi, nel cuore delle banlieues, e ci ha deluso moltissimo. E’ gestito da una vecchietta che lo tiene aperto 3 ore al giorno, è molto piccolo e vi aleggia un odore di naftalina e muffa. Le scarpe sono davvero brutte, tozze, un po’ pacchiane, adatte semmai alle balere...Non se ne salva una!

Il negozio Duostyle, invece, è molto più rifornito, ma anche da qui ne siamo usciti delusi… Hanno sicuramente alcune belle scarpe da tango (Darcos, NeoTango, e un altro simile allo stile di Paoul), ma i prezzi sono un po' alti e non c’è molta varietà.

Le scarpe da donna partono da 165 euro in su (fino a 300 euro), le scarpe da uomo da 102 euro…

Insomma ci sembra che manchi il business delle scarpe da tango a Parigi, visto che i due negozi sono specializzati soprattutto in balli da sala.

Oppure i tangueri parigini hanno altri canali per rifornirsi che noi non conosciamo...

Attendiamo indizi...

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lunedì, luglio 30, 2007

Tango in bianco

Bellissima serata quella di ieri a Torri del Benaco, sul lago di Garda.
Simpatica l'idea dell'abito bianco: i tangueri sembravano, a seconda dei punti di vista, infermieri, sposi, mummie, o angioletti... Si distinguevano subito le persone abituate a vestirsi di bianco, da quelle che invece avevano improvvisato un abbinamento all'ultimo momento, forzando accostamenti di stoffe recuperate dai fondi degli armadi; alcuni si sentivano quasi a una festa mascherata e secondo me avevano pure sperato di trovare coriandoli e trombette.

Vuoi per la splendida cornice lacustre, vuoi per la luna quasi piena che sembrava un bulbo argenteo staccatosi dalla fila di lampioni sul molo,
vuoi per l'ottima selezione musicale di Alfredo Petruzzelli di Torino, ... questa piccola variazione sul tema ha reso tutti un po' più euforici del solito. E tanti non hanno resistito dal tuffarsi in acqua.

Il posto è comunque suggestivo per una milonga estiva.
Essendo proprio sulla riva del lago, la temperatura è più ventilata e fresca che non in città.
Il pavimento piastrellato è buono, nonostante alcuni punti leggermente in pendenza e scivolosi. La pista è ampia e rettangolare, c'è molto spazio attorno per riposarsi o per chiacchierare in tranquillità. Volendo è possibile cenare prima della milonga. Il parcheggio è spazioso... che altro?
Il mese di agosto si ballerà tango ogni venerdì, sabato e domenica (organizzazione di Titti e Paolo Vaccari).

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martedì, luglio 10, 2007

Esibizione di Tango Argentino di Elena y Max - Sirmione 07-07-07

Ringraziamenti dovuti:

Ciao a tutti,

E' stato un week-end indimenticabile, veramente.
Dall'esibizione di Sabato alla festa di iera sera degli allievi e amici (ma vi erano anche persone auto-invitate non appartenenti a queste due categorie) di Marcello e Maria Elena, dove ho fatto il musicalizador per meta' serata, e' stato un continuo turbillon di emozioni incredibili.

Detto questo, volevo ringraziare in particolar modo Barbara, Claudia e Luca, i quali, oltre a essere venuti a supportare e incoraggiare Elena e me all'esibizione, si sono prodigati nel prestare la casa come sala prove, aiutare al trucco, fare le riprese video, foto, munghi, etc. etc.

..... insomma... quasi da commuoversi, via !

Ma un grazie anche a tutti coloro che non sono potuti venire ma che mi hanno incoraggiato via SMS !!!

Un grazie inoltre a Marcello e Maria Elena, per aver sempre creduto in me, per sopportarmi e per insegnarmi quasi quotidianamente cos'e' il Tango, in tutte le sue innumerevoli sfaccettature, grazie per avermi offerto questa incredibile opportunita'.

Ma soprattutto ringrazio Elena,

Elena,
oltre a essere la donna della mia vita, e' la migliore amica che abbia mai avuto, mi ha sempre incoraggiato, ogni volta che ballo con lei, mi sembra di ballare con una superstar, e non credo sarei mai riuscito a esibirmi cosi' senza di lei.

Grazie a tutti !!!


Piccola prefazione:

Ho ricevuto due bellissime recensioni relative all'esibizione, mi sono piaciute talmente tanto che ho deciso di pubblicarle tutte e due:


Esibizione a Sirmione
by Babipesci

Cari amici vi scrivo, così mi sfogo un po’
E siccome nessuno di voi è venuto il riassunto vi farò…

Il periodo di inizio vacanze ha fatto sì che ad ammirarli fossimo noi tre fedelissimi: Claudietta, Luca ed io.
Procediamo con la cronaca di un balletto poco annunciato.

La serata di sabato era delle più propizie, dopo una giornata assolata, la brezza del lago di là della sponda Veronese invitava a passeggiate romantiche.
La nostra si è allungata dal parcheggio (quello più distante), su marciapiedi ingombri di espositori di carabattole e cartoline di dubbio gusto (a me piaceva tutto), alla zona palcoscenico e camerini (che agitazione), fino dentro le mura al primo bar - birreria - paninoteca - tramezzinificio- gelateria - creperia - piadineria - focacceria - panzerottificio che abbiamo incontrato dove i nostri eroi si sono caricati prima dello spettacolo.
Non sappiamo ancora come abbia fatto Max a cacciarsi in gola del cibo (Elena si è limitata ad un gelatino), io avevo lo stomaco chiuso dall’ansia per loro, quando si dice il self control…
L’allegra brigata, rientrata nel backstage, finalmente riesce, nella concitazione degli ultimi ripassi, a capire dove Elena e Max possano cambiarsi d’abito.
Non so se venerdì abbiate visto in TV, sulla Rai, la premiazione del festival della letteratura di Sirmione… beh il palco era proprio quello, sul porticciolo all’entrata delle mura, col fondale naturale dei merli del castello, definirlo suggestivo è limitante.
Noi ragazze abbiamo seguito Elena in camerino per assisterla nella vestizione e trucco quindi immortalando ogni momento della metamorfosi da crisalide a splendida e sexy…. lo sapete.
E’ stata invece sorprendente la trasformazione del nostro Max che, entrato in camerino da orsetto lavatore, ne è uscito tanguero fatto e finito… e magro! Perciò incuriosita sono andata a sbirciare nel suddetto camerino, ma non c’era alcun santone, ne’ fattucchiera, ne’ stregone abilitato ad attuare un tale miracolo. Mistero.
I nostri ragazzi di nero vestiti erano eleganti e bellissimi, mi sento tuttora il cuore gonfio di orgoglio.
Ma ancora non era nulla, dovevano ancora esibirsi.
La calma che emanavano era pari all’agitazione di Claudia e mia, addette rispettivamente alla ripresa con videocamera e al servizio fotografico con attrezzature fornite da Max medesimo (già di per sé la responsabilità dell’oggetto mi metteva in subbuglio, figurarsi farne buon uso).
Nel dubbio di eventuali errori è stato ingaggiato anche Luca, dotato di macchinetta di Claudia, ed un cameraman professionista (il più giovane dei due) che avrebbe fornito copia del filmato in cambio di non si sa quali prestazioni promesse da Claudietta.
Salutata la coppia, evitando auguri poco scaramantici, ci siamo appostati in attesa della loro presentazione, il cuore mi scoppiava.
Ed eccolo “… per il tango argentino sul brano “Recuerdo” tratto dalla colonna sonora del famoso film “Tango” di Saura una dimostrazione dei ballerini Elena e Max Marino…” tu tum… mi è saltato un battito…
Buio, poi luce e loro due avanzano, accennano un saluto al pubblico e si posizionano ben avanti sul palco una di fronte all’altro, si abbracciano… parte la musica…
L’incanto ha avuto il via, il brivido scorre.
Padroni dei passi, hanno coperto con sapienza il palcoscenico, sensualità e competenza nell’esecuzione si sono amalgamati come mai ci saremmo aspettati.
Nonostante lo scarso preavviso (un paio di giorni credo), quindi la quasi totale improvvisazione della sequenza dei passi, e la spalla dolorante di Max (cerottone di antidolorifico fornito dalla nostra dottoressa) si sono visti volcade e fuoriasse sfidanti le leggi della fisica, sacade a ripetizione, volei amplificati dalla flessuosità di Elena, nell’esemplare applicazione di quanto imparato alle lezioni di Federico Moreno e Marcello y MariaElena, il tutto perfettamente marcato al momento giusto, sulla battuta perfetta del brano interpretato da un Max pulito e composto come non mai.
Sono stati 2 minuti e 40 secondi di poesia, di armonia, di amore.
C’è stato un attimo di sospensione degli animi quando sull’ultima nota si è conclusa la loro esibizione, poi l’applauso liberatorio.
I ringraziamenti ed i complimenti ricevuti dal presentatore, la breve intervista con la fatidica domanda di cosa significasse per loro il tango alla quale Max (dio solo sa dove abbia trovato il fiato per parlare) ha risposto citando anche Borges e Gustavo Naveira "il tango e' una storia d'amore che dura 3 minuti…….”.
Chissà come sono venute le foto, con gli occhi umidi è difficile mettere a fuoco…
Preparatevi a vederli ancora che a me non è bastata questa volta.


Max Y Hellen first time
by Claudia C.

E' sabato pomeriggio di una splendida giornata estiva,
il sole non vuole arrendersi e continua a splendere nonostante siano le otto e mezza...
lo scenario è tra i più suggestivi, la darsena di Sirmione, un palco immenso dove ci accoglie una musica molto ritmata che scandisce i passi delle ballerine che precederanno i nostri eroi...
Scelti i posti strategici da dove potere osservare e "salvare" immagini, suoni e tutte le emozioni del caso decidiamo di partecipare ai preparativi in modo attivo, perchè sentiamo di volere condividere anche questo...

In una stanza semibuia decine di artiste di tutte le età preparano i loro volti alla luce del palco, si trasformano da ragazzine, da bambine, da giovani donne, in tanguere, in cappuccetti rossi, in odalische...rimango un attimo ad osservare tutti questi colori pronta a chiedere il permesso di
potere documentare anche questo...ma in un angolo scorgo la NOSTRA splendida protagonista, aiutata dalla dolcissima Barbara...sono pronta per "congelare" questo momento....

Finita la vestizione (ci sentiamo un pò eccessive forse, coscienti di essere li più per condividere che per aiutare realmente...) inizia il trucco, e li la sorpresa è immensa... la bellezza acqua e sapone, diventa assolutamente credibile nel ruolo della sensuale compagna del nostro LUI...

Il tempo sembra fermarsi, nonostante il caos di quella stanza ...e nonostante la divertente ricerca della luce che io e LEI attuiamo disperatamente per potere completare la trasformazione....

Nel frattempo il nostro LUI è fuori a godersi gli ultimi tiepidi raggi di un sole che stasera non vuole andare via!
E' quasi irriconoscibile, elegantissimo, tutto vestito di scuro, con uno sguardo sereno, osserva il palco, la gente che è già seduta e non vede l'ora di godersi lo spettacolo...

Finalmente sono tutti e due pronti, pronti per esplorare il territorio, per sgranchire un pò i muscoletti, per sfiorarsi di nuovo, ma in privato, dietro le quinte, dove le piccole cappuccetto rosso stanno provando a ricordare i passi da fare davanti al lupo cattivo...

Non resisto e decido di filmare anche le "prove"...è già allora che vedo che stasera tra di loro c'è ancora più sintonia, che non c'è solo l'amore, ma c'è la voglia di sfidare se stessi, di riuscire a catalizzare la loro immensa emozione nel fluire dei passi, per restituirla a noi pubblico,
amplificata...
Mi chiedono cosa ne pensi...cosa dire...li incoraggio, dico loro che sono splendidi come sempre!
Mi posiziono strategicamente, litigando con mamme e cameraman ufficiali, e
aspetto impaziente il momento...

Ecco, il presentatore introduce i nostri DUE...

E' buio, la musica inizia, uno di fronte all'altra, il rito inzia nel modo più dolce che io conosca, l'abbraccio è la fine di una carezza lunghissima che si scambiano con entrambe le braccia, ma è anche l'inizio dell'elettricità che sprigionano i loro corpi!

Come fanno loro a essere cosi sicuri mentre io sto lottando con tutte le mie forze per non trasmettere alla telecamera le mie vibrazioni emotive...che responsabilità....

Attraverso il piccolissimo monitor ho la netta sensazione che non siano loro a seguire la musica, ma che sia la musica che si stia adattando alla loro splendida manifestazione di "amore"...
Giocano l'uno con le gambe dell'altro, le sacadas non sono più sacadas, ma carezze, i ganchos, sono delle piccole provocazioni, le volcadas, le tante famigerate volcadas sembrano essere la dimostrazione fidarsi ciecamente dell'altro non è affatto impossibile...!

Starete pensando che esagero come al solito, che ci siete abituati, ma se come giustamente dice il buon Naveira in 3 minuti si deve riuscire a fare vivere questa storia d'amore, il tempo è poco e tutto deve essere intenso.... LO E' STATO!

Con stupore il nostro lui, splendidamente credibile nel ruolo di ballerino, sfodera la sua ormai famosa arte oratoria, rispondendo con fascino e umiltà alle domande di un "Non esperto" presentatore...

E' il tripudio....

Sono li a filmare anche il bacio della soddisfazione, la felicità di averla vissuta insieme questa ESPERIENZA....
Se non mi sono uscite le lacrime (famose nel cogliermi impreparata in tanti momenti) in quel momento...oggi leggendo Barbara, Elena e Max, ho recuperato ampiamente!

Grazie a voi di avere fatto vivere a noi tutto questo....

This is only the first.......

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mercoledì, giugno 27, 2007

SULLA VIA DI PRAGA

by GianMaria

Sulla via di Praga mi chiedevo cosa ci andavo a fare: a visitare Praga o al Tango festival?

Ad andare al tango, mi sentivo un po’ sciocco, una specie di sprecone; andare fino a Praga per un festival di tango quando non sono neanche andato al festival di Mantova che è a meno di trenta chilometri da casa mia.

Non che le due cose fossero necessariamente in conflitto ma sentivo, in qualche modo, la necessità di una giustificazione con me stesso: ora credo di aver capito qualcosa di importante, qualcosa che a Catania non avevo colto; forse perché là avevamo fatto troppo gruppo tra di noi; o forse perché allora non eravamo ancora un gruppo e dovevamo diventarlo; ed allora abbiamo dedicato le nostre energie emotive, affettive a noi stessi; abbiamo indirizzato le nostre energie emotive internamente e niente fuori.

A Praga no, eravano tre affiatati clandestini che si sentono parte di qualcosa senza bisogno di dirselo e senza che ciò sia di limite alla propria singola individualità, alle proprie singole curiosità.

Eravamo come un atomo di una materia molto stabile i cui neutroni sono liberi di girare ma non perderanno mai il loro centro; il nostro centro clandestino.

Sarà stato il centro clandestino, sarà stata l’internazionalità dell’ambiente, sarà stato il fatto che i vari gruppi che erano arrivati lì assieme erano, tutto sommato abbastanza permeabili, sarà stato il caso; fatto stà che abbiamo cuccato; tre eravamo e tre abbiamo cuccato anche se ciascuno, naturalmente, a modo suo.

Barbara è stata tampinata per due sere da Carlo, tanguero milanese che ballava pure benino ed aveva la statura fisica giusta per la nostra signora. Cosa non andava? Meglio chiederlo a lei, ma da qualche mugugno mi par di aver capito che Carlo non avesse una conversazione sufficientemente brillante, mancava della statura morale e quindi, posso certificare, non ha concretizzato niente, ma proprio niente, neanche un numero di telefono, un e-mail address, niente.

Io ho imbarcato Patrizia, tanguera di friulana che balla molto bene e soprattutto con estrema eleganza; attualmente vive in Slovenia dove insegna Letterature romanze all'Università di Lubiana. Per certi versi è stato un vero colpo di fulmine poiché abbiamo la stessa laurea anche se presa in università diverse; abbiamo in comune qualche anno passato a fare la fame con borse di studio e pezzentate simili in giro per università europee; poi io, alla vista del primo stipendio vero (lire 800.000 contro le 450.000 mensili di quelli scialoni dell'Università di Helsinki), ho mollato tutto; lei, invece, ha insistito e si è specializzata in filosofia su Martin Heidegger; poi è passata a Letteratura ed adesso ha la cattedra di Romanza a Lubiana; insomma, ci siamo detti, lei ha fatto la stessa vita che avrei fatto io se avessi avuto molto più coraggio ed abnegazione.

Per certi versi è stato un vero colpo di fulmine perché quando io ho replicato:

- Anch'io! -

che lei mi avesse detto:

- Gian Maria, ti amo!-

invece di:

- Sono laureata in Sociologia.-

non faceva proprio nessuna differenza: il pathos era quello.

La marea di emozioni che ci ha travolto è stata tale che non siamo più riusciti a ballare e ci siamo ritirati in un angolino, sullo scalone del parco, a raccontarci i nostri turbamenti attuali: lei a sospirare sui sonetti del Rinascimento italiano ed io a crucciarmi su come riscrivere Gadda dopo la globalizzazione linguistica.

A modo nostro abbiamo concretizzato: ci siamo scambiati gli indirizzi e-mails, ci siamo promessi qualche nostro scritto e ci siamo dati appuntamento ai festivals di Varsavia (forse) e Belgrado (sicuramente) che, secondo lei, è un imperdibile.

E veniamo a Luca: la prima sera si è dedicato ad una Tedesca di Dresda ma il destino ci ha messo lo zampino e così lei doveva rientrare e non sarebbe ritornata le sere successive; così la seconda sera, dopo averne testate (cabezeade) diverse, ha optato per Olga, Ucraina di Dnepopetrovsk (translitterazione mia personale del balbettio di Luca); anche per lui è stato un colpo di fulmine poiché, da quelli parti lì, a Dnepopetrovsk, c'è stata una qualche battaglia della seconda guerra mondiale che lui, Luca, ha passato giorni e giorni, mesi, anni a simulare sul suo computer; tant'è che era commosso poiché Dnepopetrovsk è il posto che conosce meglio al mondo dopo l'incrocio di Baretta a Colognola ai Colli.

Io non so dirvi molto su questa Olga poiché non sono neanche riuscito ad avvicinarmi: a parte qualche ballo con i suoi amici, Olga era sempre avviluppata a Luca che la tampinava con una costanza che nessuno, né io né voi, avrebbe mai immaginato sulla base del Luca solito; ma così va il mondo e vai a capire la chimica dei sentimenti che può scatenare la battaglia di Dnepopetrovsk?!

L'unica cosa che ricordo di Olga è una rosa di stoffa rossa al polso sinistro che, mentre ballavano, si immergeva nel ciuffone scomposto ed irrequieto di Luca, tant'è che sembrava essere lui con una rosa tra i capelli.

Ha concretizzato?

Io ho registrato quello che con termine tecnico si chiama limonada ed un borbottamento, la mattina dopo, sul fatto che i parchi Praga sono labirintici e ci si perde facilmente. Di più non so dire se non che il suo tono di voce si è abbassato ulteriormente ed anche la sua grammatica è peggiorata, tanto che non si capisce proprio più un cazzo di quello che dice; come uno che non parli più agli altri ma solo a sé stesso o al fastasma di Olga. Sembra che intendano rivedersi a Varsavia anche perché, mi pare di ricordare, anche lì ci dev'essere stata una qualche battaglia di quelle di giochi per PC.

Comunque, anche questa sua attitudine al simulare non è sempre e solo negativa: aspettando Varsavia, saprà come simulare Olga!

C’è una morale in tutto questo?


By GianMaria

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mercoledì, giugno 13, 2007

Tango e onore

A prescindere dalle proprie simpatie personali, CLANDESTINO TANGO CLUB si dichiara solidale verso il Gruppo Nuevo Tango per quanto riguarda i fatti relativi all'apertura della milonga di Bardolino sul Lago di Garda da parte dell'Associazione Milonga Celeste, per i seguenti motivi:
  1. Pubblicizzare sul sito FAITANGO.IT con il termine "riapertura" un'iniziativa (tra l'altro nello stesso identico posto) che e' storicamente sempre stata organizzata e gestita da un'altra ben nota associazione tanguera presente sullo stesso territorio, non ci e' piaciuto proprio: http://www.faitango.it/tangoitalia/tangoitaliadettagli.asp?idtangoitalia=19061

  2. A quanto si evince dal pubblico annuncio presente sul sito FAITANGO.IT e scritto dal Gruppo Nuevo Tango, pare non sia stato nemmeno chiesto il permesso di farlo:
    http://www.faitango.it/tangoitalia/tangoitaliadettagli.asp?idtangoitalia=19463

  3. Citando appunto un estratto presente nella suddetta dichiarazione :"Non è un marchio registrato ma se una persona ha bisogno di usare il nome di un'altra milonga che funziona da anni ..."
    effettivamente fa meditare...
Inoltre, in coincidenza con la pubblicazione del suddetto annuncio, la "Milonga del Lago" del 13/06/2007 e' stata rinviata per "problemi di sala".

Suggerimenti, chiarimenti e eventuali richieste di correzioni e precisazioni saranno ben accette.

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martedì, maggio 29, 2007

Lisboa tango festival 2007

Impressioni sparse by Sabri

Premessa
Salto tutto quello che c’è da dire su Lisbona.
Ci ho vissuto per due anni e mezzo, ci sono tornata varie volte, è la “mia” città.
Chi non ci è mai stato ci vada se può, merita un viaggio ai confini dell’Europa.

Stavolta ho coniugato il consueto giro per “matar saudades” e rivedere gli amici con il festival di tango.
Tra un acquazzone, un colpo di vento, una giornata di sole, una scarpinata, un dolcetto, un baccalà, cene e serate tra amici siamo stati al festival per due sere.

Mercoledì
Dopo una cena nella mia trattoria preferita in Alfama a base di tamboril com legumes (zuppetta di coda di rospo, gamberi e verdure) e bacalhau espiritual (baccalà gratinato con ingredienti non meglio identificati buonissimo) ci siamo inerpicati sulle scalinate dove Wenders ha girato Lisbon Story su per la collina di Graça dove si trova il teatro, sede del festival.


panoramica dell’Alfama con fiume sullo sfondo (lì abitavo…sniff….)
- Tram che sale sulla collina di Graça - sopra all’Alfama Teatro Voz do Operario
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Il teatro è un posto strano, non è bene un teatro, è più un edificio con uffici a servizio del quartiere, spazi comuni, disegni di bimbi alle pareti, pubblicità progresso…siccome in tutta la città da domenica non avevo visto nessun, dico nessun manifesto sul festival mi ero un po’ preoccupata, quindi avevo fatto un giro il pomeriggio di mercoledì. Il portiere, che era una signora di una certa età che assomigliava alla mia bidella delle elementari e che era tranquillamente al telefono con un’amica, quando in tutta calma ha riattaccato mi ha assicurato che a partire dalle 19 sarebbe iniziato il festival.

Ed eccoci, la sala è all’ultimo piano, le 5 finestrone che si vedono in facciata.
Che dire…suggestivo lo scalone e bella la sala. Tipologia strana, forse già in origine pensata per il ballo. Rettangolare, pavimento in legno, palco e due lunghe tribune.
Ritiro i biglietti per lo spettacolo di venerdì prenotati via internet (che sollievo, c’erano, e non abbiamo neanche fatto la coda per ritirarli) e paghiamo l milonga della serata (15 Euro), un po’ caruccia se uno ci voleva andare tutte le sere mi pare ma vuoi non andare almeno una volta?? Non paghiamo la tavola però, quindi ci sediamo sui sedili di legno ribaltabili tipo vecchio cinema nell’ombra.
Mentre aspettiamo di digerire un po’ i pescioni salutiamo Felix musicalizador al suo tavolino coperto di musicassette che ci dice di non capire una parola di quello che gli dicono i portoghesi.
Un saltino al bar, ben posizionato in un angolo e dotato di cibo fatto in casa, sembra, e personale che si vede che ce la mette tutta ma che nella vita non ha mai fatto il cameriere.
C’è gente che balla, età media molto alta, si sentono spagnoli e molti tedeschi.
E poi in pista! Buon pavimento, musica familiare, pochi scontri. In pista c’è anche Pablo Villaraza che ballando scherza e improvvisa con Dana Frigoli, un piacere guardare come si muovono, e come si divertono!


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Venerdì
Venerdì c’era lo spettacolo+ milonga Orchestra Colortango (che sarà al village giovedì) e 4 coppie di ballerini: Pablo e Dana, Roberto Herrera e Tamara Bisceglia, Alejandra Mantignan e Gabriel Missè, Juan Capriotti e Graciana Romero.
Bè..che dire..quando inizia lo spettacolo è sempre una grande emozione!
Il ritardo è stato contenuto, considerando le abitudini portoghesi
Ha iniziato l’orchestra con due brani poi a turno sempre con l’orchestra si alternavano i ballerini e un giovane cantante, a dire la verità mi è sembrato a metà tra Claudio Villa e non so cosa, per niente in sintonia con il tipo di musicalità dei Colortango.


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Sui ballerini:

Juan Capriotti e Graciana Romero: lui non mi è piaciuto per niente, rigido, impostato, lei ce la metteva tutta, bravina , anche molto bella, ma francamente tra le ballerine che ci sono abitualmente in milonga da noi ce ne sono di migliori. Penso che insegnino a Lisbona

Alejandra Mantignn e Gabriel Missè: lei non mi è piaciuta molto, penso che venga da una scuola di balli standard, gran bella donna ma fredda, balla come quelle coppie che si vedono nei film americani con jennifer lopez. Lui grande prestanza, sprigiona energia, penso ottimo ballerino di milonga, ma hanno ballato solo tanghi, le gambe di lui erano molto più espressive e veloci di quelle di lei.

Roberto Herrera e Tamara Bisceglia: oltre ai tanghi in uno stile molto classico, hanno ballato anche la chacarera e lui un ballo popolare che si chiama bolas e si balla con delle corde e delle sfere di metallo (solo uomini) nella pampa.

Pablo Villaraza e Dana Frigoli: bè..solo loro valevano la pena. Li avevo già visti al festival di Mantova. Nessuna delle altre coppie aveva la stessa eleganza, sintonia, naturalezza. Li ho filmati in oblivion.

Commentate voi:
VIDEO 1 - VIDEO 2


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Lo spettacolo è durato parecchio, è stato vario, per l’alternanza delle coppie di ballerini, tutti con stili e caratteristiche diversi.
Poi milonga con Felix mentre orchestra e ballerini si rifocillavano in sala, poi ancora musica dal vivo coi Colortango.
Come ovvio la milonga era impraticabile, dato il richiamo dello spettacolo, era una vera bolgia, un autoscontro. Gente di tutti i livelli e di vari stili. Ballato pochino, era stressante più che divertente.
Gran maggioranza di donne, nessuno mi ha invitata tranne uno spagnolo mercoledì.
C’erano anche ballerini conosciuti di Trento e Bolzano.
Alle 3 ha ripreso Felix, imperturbabile ma ormai avevo finito le pile…taxi e... a casa!!!


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venerdì, maggio 18, 2007

Ballerini e ballerine leggendarie: Milena Plebs

Milena Plebs baila el tango.

Leggendaria, eterea, strana, artista, intelligente, colta, impegnata, cosa si puo' dire di Milena Plebs che non e' ancora stato detto?

Personalmente conoscevo Milena Plebs solo per "sentito dire", ho letto molto su di lei, una sera chiesi quindi piu' informazioni ad un grande maestro di tango, Federico Rodriguez Moreno, il quale mi disse :"Max, Milena Plebs e' parte della storia del tango"... Questo mi basto'.

Per arrivare a una novità nel tango teatrale, bisogna aspettare gli ultimi anni ‘80 e il Tango x 2 di Milena Plebs e Miguel Angel Zotto, di cui i due ballerini sono inizialmente i soli autori e protagonisti. Questo loro primo spettacolo compendia l’entusiasmo e la sincerità con cui nuova onda di giovani ballerini di tango sta raccogliendo il testimone della sapienza milonguera e gli insegnamenti dei grandi maestri. Un piccolo gruppo di ballerini che, per la prima volta dopo decenni, vuole conoscere e fare propria la segreta poesia del tango; che censisce i milongueros di valore, studia lo stile dei creatori, restituisce efficienza ai classici, collauda uno a uno, come piloni di una teleferica, gli stadi evolutivi della danza, e infine ripristina le potenzialità espressive di un linguaggio che la maggioranza dei giovani argentini ancora considera, non a torto, più morto di un inno sacro.

Alcuni di questi ballerini erano:
Milena Plebs, Miguel Angel e Osvaldo Zotto, Guillermina Quiroga, Pablo Veròn, Gustavo Naveira etc. etc.

Basta vedere alcuni suoi video per capire di che pasta sia fatta Milena Plebs, e soprattutto di cosa voglia dire BALLARE el tango:
Grazie Milena

In Italia, Milena Plebs sara' in Sardegna dal 1° al 3 Giugno 2007, dove, oltre che tenere seminari di tango presenterà in anteprima il suo ultimo lavoro, un video dal titolo: “Milena baila el tango... con Ezequiél Farfaro”

sito ufficiale: http://www.milenaplebs.com


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mercoledì, maggio 16, 2007

Foto del compleanno di Max - 13/05/2007

Ringraziando tutti i fantastici soci del Clandestino Tango Club per la fantastica festa e i bellissimi doni, colgo l'occasione per ribadire quanto gia' espresso via e-mail:

L'incredibile magia che il tango ci ha regalato, credo sia proprio l'aver permesso a un gruppo di persone tutte completamente diverse tra loro di unirsi e fare un nuovo percorso della vita (spesso inaspettato) insieme.

Non piu di un paio di lustri fa, guardavo con derisione le persone che ballavano in coppia, e probabilmente non sono l'unico ad averlo fatto, ignaro di quello che sarebbe successo dopo.

Ringrazio il tango per avermi permesso di conoscere tutti voi, con i quali appunto ho condiviso molte piu' cose in cosi' poco tempo di quelle che avrei potuto condividere in anni con persone non-tango.
Un filo doppio, che, seppur ognuno di noi abbia intrapreso delle sfumature diverse lungo il cammino del tango, ci ha legato ormai indissolubilmente (si scrive cosi'?).

Elena, la quale ringraziero' sempre per avermi guidato mano nella mano a oltrepassare la cortina che c'e' tra quelli che ballano e quelli che non ballano, sopportando le mie frustrazioni, insicurezze, per la follia di avermi portato a uno stage di Federico senza aver MAI preso una lezione di tango.
Lei, che potrebbe tranquillamente insegnare o esibirsi mille volte meglio di tante altre, ha preferito aspettare per starmi vicino, frequentando appassionatamente interi cicli di corsi, lezioni e stage di livello principianti con me, sopportando le tipiche paranoie che esistono quando si e' cosi' inesperti e ci si rende conto di quanto irta e' la salita che porta alla conoscenza del tango.
Grazie per avere risvegliato il tanguero che e' sempre stato in me. Ti amo.

Alberto e Veronica, che non potendo partecipare alla festa, si sono prodigati per passare e celebrare comunque una serata bellissima insieme Sabato.

Paola per aver sempre messo a disposizione la sua casa per festeggiare, ballare, studiare e ascoltare tango.

Ed infine, senza polemica alcuna, ringrazio Walter, il quale inconsapevolmente, sin dall'inizio di questa avventura mi ha spronato nel migliorarmi per essere all'altezza.

Grazie a tutti di cuore.

Massimiliano



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martedì, aprile 10, 2007

Ai tangueri viaggiatori....

"La tua ombra cambia forma in viaggio,
si ingobbisce su una duna, si spezzetta nel sole dietro una grata, si frantuma sui sassi,
vibra dal finestrino di un treno, si irrigidisce, lunga, nel tedio di una pianura coperta di brina. Danza su un telo mosso dal vento, si impenna contro una roccia, dando, talvolta, al tuo profilo angoli bizzarri. Vedendo la tua ombra cambiare, ti accorgi che muovendoti non rimani mai uguale".

[Marco Aime, Sensi di viaggio]

Ai viaggi che per esistere hanno bisogno di assorbire linfa attraverso i sensi, toccare, sentire, annusare, assaggiare...

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giovedì, marzo 29, 2007

Mini-vacanzina a Madrid - by bp

Da dove iniziare se non dalla rocambolesca partenza? Rischioso essere troppo fatalisti e non considerare traffico, incidenti, lavori in corso per arrivare a Bergamo. Da infarto, sentirsi chiamare all'altoparlante (nome, cognome, data di nascita, partita iva, numero di scarpe ...) dieci minuti prima del decollo.
Madrid? Bella, regale, verde, ordinata, pulita, civile. Sembra di stare in una città del nord Europa con aggiunta di sole e calda atmosfera.
Movida in continuazione, giorno e notte. Ma lavorano i madrileni? mi chiedo. Parrebbe di sì, visto il tenore di vita e l'età media delle automobili. Probabilmente hanno orari flessibili o diversi fra loro, non so.
Un servizio di metro' impeccabilmente puntuale ed efficiente snellisce di molto il traffico in superficie.
I musei, fra i più famosi nel mondo, sono gratuiti il sabato pomeriggio e la domenica mattina. Ho pensato che ne abbiamo di strada da fare per diventare un paese civile ...
Città viva anche intellettualmente. Le librerie superano di gran lunga i negozi di cellulari.
Gli orari dei negozi sono piuttosto arbitrari, ma assicurano un servizio nell'arco di tutta la giornata, alcuni anche nel we. I prezzi di abbigliamento, scarpe, ecc. sono notevolmente più economici dei nostri. Evidentemente gli spagnoli non sono stati defraudati dal cambio uno a uno con il vecchio conio. E' pur vero che siamo noi ad averne il primato in Europa!
Unico neo la comida. Fast food a iosa. Nei ristoranti servono nella maggior parte dei casi, con poca alternativa, carne di maiale, agnello, trippe, interiora di ogni genere ... l'antitesi della cucina mediterranea. Però, cenare nel ristorante più antico del mondo che emozione!
Le tapas, vanto della cucina madrilena, altro non sono che assaggi (sembrano più avanzi) freddi a base di pesce, carne, uova, insaccati, mascherati da salse di vario genere, per niente invitanti. Si accompagnano con aperitivi. Il vino bianco è quasi bandito (e comunque non ne vale la pena), il "tinto", rosso, molto meglio.
Ragazzi, scordatevi la torta al cioccolato!
Milonghe? Sulla mia stringata guida, adatta per un long we, era citata una milonga in un bellissimo palazzo ottocentesco nel cuore di Madrid, a due passi dal nostro albergo, ma solo il martedì. Le altre sere il locale, dove siamo stati, era utilizzato per altri tipi di musica.
E poi, se devo essere sincera, non avevo neanche portato le scarpette quasi rosse ... Freud, che direbbe?
That's it! o quasi...

bp

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lunedì, febbraio 19, 2007

Dossier milonga: C.S.I.

Disclaimer: Le suddette opinioni sono da intendersi completamente personali ed espresse nella maniera piu' imparziale possibile, non sono state assolutamente concepite per ledere in alcun modo la credibilita' della suddetta attivita' e vi e' il pieno rispetto da parte dell'autore verso di essa e i loro organizzatori.

Organizzazione: Associazione Tempo di Tango (gruppo di tangueri e tanguere storici veronesi e non, molto attiva sul territorio)

Ubicazione: Verona

Serata: Sabato alternato (salvo occasioni speciali)

Come ci si arriva:
dall'autostrada (Serenissima): uscire al casello di Verona sud e tenere la destra senza imboccare il sottopasso e girate subito a destra in via F. Gioia, dopo 200 metri, nel cancello del n° 3, siete arrivati.
Da Verona citta': Prendere viale del Lavoro e una volta arrivati al semaforo di Bauli girare a sinistra e proseguire fino al secondo semaforo, dove si incrocia via F. Gioia, girare a destra e subito a sinistra, nel cancello del n° 3, siete arrivati.

Un'occhiata dall'esterno:
In posizione strategica (vicina al casello autostradale di Verona Sud), non e' certamente cosi' facile da trovare per chi viene la prima volta e soprattutto per chi abita fuori Verona. In pratica e' una sala all'interno di un noto complesso sportivo (Centro Sportivo Italiano) , buio, non ci sono indicazioni sulla strada principale, ma il parcheggio (interno) non e' assolutamente un problema anche nelle serata piu' "calde". Una volta sistemato il mezzo, e' possibile fare una sosta preliminare in un bar posizionato a fianco della sala sempre all'interno del complesso.

Un'occhiata dall'interno:
Nel suo piccolo la milonga e' discretamente organizzata, vi si accede tramite una porticina, sbarramento immediato, ingresso 6 € con tessera CSI obbligatoria (6 € una tantum), subito dopo c'e' uno spazio (angusto e buio) per cambio scarpe e appendini per soprabito, da qui si puo' godere di una vista decisamente suggestiva della milonga e dei ballerini.
In pratica e' un quadrato con il lato contrario all'entrata dove risiede l'area del musicalizador (forse troppo estesa, comunque non sfruttata a dovere secondo me) ed il banco bar (che chiude troppo presto), appuntamento immancabile quando vi e' di turno Tiziano grazie alla sua simpatia.
Per il resto, tipica milonga, sedie intorno, luci soffuse (che diventano da stadio quando alla fine della serata vengono repentinamente accese a massima potenza distruggendo le retine degli ultimi superstiti...), dominante rossa, atmosfera molto buona, calda... fin troppo calda, come in quasi tutte le milonghe, nonostante sia una sala completamente priva di isolamenti vari, anche in pieno inverno la temperatura si alza notevolmente, e si comincia a sudare molto gia' dopo qualche tanda, purtroppo non e' facile trovare un equilibrio senza avere un sistema di condizionamento degno di tale nome, ed il vecchio rimedio di aprire le finestre alla fine porta ad avere diaboliche correnti di aria freddissima che si aggirano all'interno della sala e che si abbattono random sui torsi sudati delle tanguere... A mio giudizio dei ventilatori sul soffitto non starebbero male...

Come si balla:
"Ahi ahi ahi" direbbe il Sassaroli in Amici Miei... Solita nota dolente relativa al 90% delle milonghe fuori da Buenos Aires, purtroppo anche il C.S.I. non ne e' esente, il livello di ballerini/e non e' di certo altissimo e anche qui si potrebbe girare il documentario "la ronda questa sconosciuta", ognuno va dove gli pare, e gli scontri sono la norma...
Ormai si potrebbe fare un trattato su questo problema comune a tutte le milonghe, sinceramente credo che i maestri di tango in generale tralascino ampiamente di insegnare questo aspetto importantissimo dello "stare in pista"...
Dopo vi sono altri problemi correlati, quali lo spazio disponibile, oppure il fatto che le milonghe cittadine, facilmente raggiungibili, catalizzino piu' principianti del solito (che comunque hanno il diritto sacrosanto a fare pratica), e non ultimi coloro che intendono il tango come fare un passo ogni 15 secondi, aggiungiamo poi quelli che ballano tango contemporaneo con passi da palcoscenico anche quando la pista e' molto affollata ed ecco il quadro completo.
Per concludere quindi, il C.S.I. non e' esente da questo problema, ma non e' l'unica milonga a soffrirne.

Qualita' della musica:
Grazie alla fantastica e originalissima politica del cambiare musicalizador ogni sabato, bene o male le serate hanno sempre un sabor diverso, con ovvia conseguenza che sara' sempre impossibile avere un quorum di consensi e critiche, personalmente posso dire che comunque i musicalizador invitati sono sempre i piu' conosciuti e apprezzati su piazza (Felix Picherna, Antonio, SuperSabino, Silvio etc. etc.) e il livello della musica e' generalmente buono.

In conclusione:
Alla fine il mio personale voto complessivo alla milonga e': 7,5

Il C.S.I. e' una milonga da conoscere e frequentare.

' Max Marino '

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mercoledì, febbraio 07, 2007

L'angolo del catafratto

Prefazione by Max:

Ciao a tutti tangueros ! Parte oggi la rubrica "L'angolo del Catafratto" a cura del Catafratto, il quale uscendo dal suo guscio e olfando il gas nervino del santone ha deciso di offrirci curiosita', opinioni, recensioni, storie e salamelle, il tutto a base di tango annegato da un buon Amarone come si conviene al veronese D.O.C. - Ma ora bando alle ciance !!! Silenzio, parla il Catafratto

La milonga del CLANDESTINO TANGO CLUB Giovedì a MN: un commento sereno ed obiettivo

by Catafratto


PARTE I - GENESI


- Tango o Morte?


- Morte, grazie...

- Lei? Tango o Morte?

- Eh! Facciamo... Morte anche per me, per cortesia.

- E per lei? Tango o Morte?

- Tango...

- Su dalle scale, allora. C'è anche il Max che mette musica. Buona serata...

- Come? NO! Scusi, mi sono confuso... intendevo Morte, ma sa! la forza
dell'abitudine... Volevo dire Morte. Davvero...

- Però ormai ha detto Tango...

- Ok, lo so, ma... la prego...

- Mmmmh... Lei è fortunato. Appartengo alla setta neopagana dei figli di
Freya e quindi posso concederle una seconda occasione. Allora - ma stia
attento, stavolta! -: Tango o Morte?

- MORTE!

- Mi spiace ma è finita. Quello prima di lei ha preso l'ultima, anche se si
trattava di una confezione di Morte Orribile. Non pensavamo avesse tutto
questo successo, ma il Riotta stasera non riesce a compensare il Max, che...
bè, lei sente, no?

- Sì, sento... Perchè, lei no?

- No. Tappi per le orecchie e leggo i labiali.

- ... Sicchè l'unica mia scelta è "Tango", è questo che mi sta dicendo?

- Bè, in pratica sì...

- Allora per me una lezione da Adolfo "Manero", grazie...

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PARTE II - CATARSI

Giov. B. ed io siamo andati alla milonga a MN ed ecco qui una serie di brevi
impressioni:
- La strada purtroppo non è poca per un giovedì, ma in reltà ho fatto anche
più strada in passato, e finisce presto: più fastidiosa la nebbia.

- La musica mi ha sorpreso piacevolmente, temevo una tempesa di electrotango
ed invece mi becco Pugliese... magari prima avevano pure messo le mie amate
marcette! Buon misto, nel complesso

- Posto gradevole e con bar attivo, non è l'ambiente più d'atmosfera ma
migliore di molti altri di sicuro

- Pavimento buono, direi: non ho idea per le fughe

- Molti pincipianti e qualche veterano: la principiante con cui ho ballato
seguiva molto bene, non so gli uomini come comandassero.

Che dire? Una simpatica alternativa se non fa specie la strada, meglio se in
gruppo la prima volta...

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sabato, gennaio 06, 2007

...corpetto morsetto




... per il bene delle Clandestine, ho deciso di testare capi di vestiario e di recensirli sul blog, così sapranno a cosa andranno incontro....


Insomma l'altra sera ho provato a ballare con un corsetto steccato, apparentemente innocuo, nero, casto, liscio, coprente. Ma l’infingardo nascondeva bene le sue armi…


Punti a favore:

- garantisce visibilità alle tanguere sedute, dato che è impossibile non avere una schiena bella dritta ed elegante, mentre la pelle del viso diventa sempre più cianotica per la mancanza d’ossigeno

- a chi ha problemi di schiena (come la sottoscritta) la posizione ottimale è restare con le gambe dritte, appoggiata appena alla sedia con l’unica parte posteriore sporgente, in modo da lasciare più spazio per allungare collo e nervo sciatico…. Insomma, consiglio di prendere lezioni di “yoga baccalà” (STOCKFISH YOGA)

- mentre si balla, il corpetto morsetto permette di mantenere un asse perfetto. Qualunque tentativo di rilassamento dei panzerotti viene prontamente trattenuto dalle stecche interne (bastarde infingarde)


Punti a sfavore:

- se provi a sederti senza prendere uno degli accorgimenti suddetti, le stecche del busto si flettono esternamente (effetto cotechino scotto), o internamente (effetto salsicciotto infilzato)

- se provi a spingere in su le stecche, puntualmente ti si infilzano sotto le ascelle, con l’effetto pipistrello crocifisso… fate voi…

- il compagno di ballo si lamenta del contatto ravvicinato con le stecche… insomma meglio toccare la morbidezza che non il manzo in scatola...




ps: immagine tratta da un sito russo di tango argentino (credo... non parlo ancora cirillico)

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lunedì, gennaio 01, 2007

STAGE DI FEDERICO RODRIGUEZ MORENO

Ecco il programma del prossimo stage di Federico a Verona…

12-13-14-15 gennaio

Orari: corso A ...............corso B................corso C

Ven: .........................19.45-21.45........22.00-00.00
Sab : 14.00-16.00.... .....16.15-18.15........18.30-20.30
Dom: 14.00-16.00........ 16.15-18.15........18.30-20.30

Lun: 19.45-21.15 (A1)
21.30-22.45(A2)


Corso speciale:
Dom: 11.00-13.00
Lun : 17,00-19,00

Costi
Corsi normali del ven/sab/dom:
2h: 35 € - 3h:50 € - 4h:65 € - 5,5h:85€ - 6h 90€-
7.30h:107,00€- 8,00h:115€-10h:140€ -12h:160 €



Corso “A”Condizione speciale:
-55 € (5,5 ore ): per 3 giornate del corso A e per chi incontra la prima volta Federico relativamente alle prime 4 ore di stage.

Luoghi
I corsi si terranno
Ven-sab-dom: presso la sala del Dopolavoro di Domegliara - 100 mt prima della stazione.
Lun: presso l’hotel Leopardi, corso Milano (VR)

*per il pernotto di coloro che vengono da altre città è stata predisposta una convenzione in miniappartamento per 3 o 4 posti a 20,00€ a notte.

Contatti

Antonio Fiorillo: fiorilloan@tiscali.it

Gli altri stage di Federico a Verona:

16-17-18-19 marzo

25-26-27-28 maggio

;o)

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...provocazione


...per gli uomini, a grande richiesta dalle tanguere del Clandestino:

nell'introduzione del libro Tango, i curatori Paolo Collo ed Ernesto Franco scrivono...
"Qualcuno ha detto che la donna nel tango, di cui è seconda regina dopo la nostalgia, è lontana non perchè irragiungibile, come in tante poesie, ma perchè già raggiunta.
Ciò che avvicina sono le parole, gli sguardi, perfino i silenzi, si sa. I soli corpi possano stare l'uno dentro l'altro ed essere a distanze siderali. [...]
Dentro ogni tango c'è una donna. Il ricordo di una donna.
O la rabbiosa parodia di una donna.
C'è sempre, in fondo, la meraviglia di non essersi capiti, anche quando si parlava tutti i giorni...
C'è lo stupore di esser stati soli, anche quando si era ininterrottamente in due..."

cosa ne pensate?

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lunedì, dicembre 25, 2006

AUGURISSIMI

“… nel silenzio di quest’alba chiara…sente che col rosa del cielo la vita si ricompone – nei suoi occhi, altri occhi, che contano i tredici colori necessari per fare una buona mattina – mentre tangheggiando Dio fa la sua entrata nel nuovo giorno con un volteggio da ballerino consumato”


(Laura Pariani, Quando Dio ballava il tango)




...approfitto dello spazio dei Clandestini per salutare tutti coloro che non sono riuscita a rivedere al mio ritorno a Verona.

Una piccola chicca... dice Musil:

"solo a chi ha il senso del possibile si apre il futuro..."


Vi mando quindi un augurio per un natale sereno e

per un nuovo anno verso i mondi possibili

che più desiderate

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martedì, dicembre 19, 2006

5° Festival Internazionale di Tango - The day After

Il Festival di Mantova e' finito, e che ci crediato o no, in qualche modo ha segnato in maniera indelebile ogni tanguera e tanguero veramente appassionati che ci sono stati.
Chi per la cifra esosa delle scarpe (revolucion !), chi per l'emozione di ballare con ballerini di tutta Italia e da varie parti del mondo, etc. etc.

E allora, lascia anche tu la tua impressione qui, un po' come il classico libro degli ospiti che firmi quando esci da un museo...

Grazie !

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Tra il divano di Puccini e il pizzetto di Veron…


Lo scorso weekend io e Max siamo stati a una milonga nell’antico Caffè di Simo, (via Fillungo, Lucca).
È stato come sentirsi proiettati in un’altra epoca, tra il fascino di vetrine luccicanti, dolci scultorei, cioccolata a fiumi, specchi in cornici di bronzo, un pianoforte a coda, il pavimento un po’ sconnesso…
Questo caffè è stato il più celebre della Lucca ottocentesca e ha conservato gran parte dell’arredo originale. Nelle tre salette, con boiserie e divani alle pareti, si adunavano infatti clienti particolari. Una soprattutto era detta "il salotto delle celebrità". Vi sostarono, nel tempo, Verdi e Puccini, Pascoli e Carducci, Catalani e Viani, Verga, Mascagni e Ungaretti… Il Caffè di Simo viene considerato uno dei gioielli di una città elegante e ducale, tranquilla e sofisticata. Dicono che bere qui un caffè abbia il sapore di un silenzioso rito… infatti è meglio prepararsi spiritualmente alla salassata del conto, se vuoi posare le natiche dove le ha posate Puccini… ;o)
Comunque ballare in questo posticino è davvero suggestivo!



Però… devo dire che sento la nostalgia di un locale molto più affascinante, cioè la Belle Epoque di New York (827 Broadway)… il venerdì è considerato la serata più bella, con musica dal vivo (tutte le settimane!!!!) e ballerini strepitosi (capita pure di incontrare quel simpaticone e soprattutto modesto Pablo Veron…).
Ma il luogo è spettacolare, chiaramente tutto nello stile francese degli anni del primo ‘900… tavoli in ferro battuto, vasi di cristallo, lampade liberty… lo spazio per ballare è strettissimo, un quadratino dove se fai un voleo in linea prendi la mascella di qualcuno seduto all’altro lato della sala…. (magari Veron! ahah)…
C’è pure una sorta di ballatoio che si raggiunge con una scala strettissima, e qui sono disposti microtavolini da cui godersi lo spettacolo… L’ingresso costa circa 20 $, se vuoi pure cenare a lume di candela ti conviene fregare la carta di credito del vicino (sempre Veron)…
E qui donne e uomini sembrano davvero calarsi in un’altra epoca, come se interpretassero i ruoli della “femme fatale” e del “tombeur de femmes” …. Almeno fino al 2002, era gradito l’abito elegante (e non ti facevano entrare in jeans, giuro….tranne Veron, ma si sa…) e le gambe in giarrettiera e pizzi delle donne fasciavano suadenti i gessati dei tangueri.


UEEEE CLANDESTINIIIIIIIII!!!!! ci andiamo??

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TANGUERAS Y TANGUEROS

maxtango
Verona, VR, Italy

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THANKS TO:
MY ULTRALOVE ELENA
(the best dancer in town)
per avere svegliato, svezzato, istruito e sopportato il tanguero...
che gia' era in me.